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In che ordine dare gli esami? Comescegliere i primi da sostenere

"Quale esame dovrei dare per primo?" È una delle domande più frequenti tra le matricole, e non solo. Non esiste un ordine perfetto per tutti, ma esistono criteri sensati per scegliere. Ecco un metodo semplice per decidere senza andare a caso.

Prima regola: controlla le propedeuticità

Alcuni esami non si possono sostenere prima di altri: sono le propedeuticità e le trovi nel regolamento del corso. Se Analisi 2 richiede Analisi 1, la scelta è già fatta. Considerale come vincoli fissi e ragiona sul resto. Se i termini ti sembrano nuovi, trovi tutto spiegato nel glossario universitario.

I cinque criteri per decidere

Il primo criterio è il calendario. Guarda quando cadono gli appelli: se un esame ha date vicine nella prima sessione e un altro solo a fine anno, spesso conviene seguire l'ordine che il calendario ti suggerisce. E se hai lezioni in corso, studia le materie del semestre mentre sono fresche.

Il secondo è la difficoltà, quella reale e non quella percepita. Chiedi a chi l'ha già dato: una materia temuta può essere più gestibile di come se ne parla, mentre una apparentemente facile può nascondere un programma vastissimo. Considera quanti argomenti ci sono, come è fatto l'esame, scritto, orale o entrambi, e quanti studenti lo superano al primo appello.

Il terzo sono i CFU. Un esame da 12 crediti pesa più di uno da 6, sia per il tempo da dedicargli sia per la media finale. Non sempre ha senso partire dal più pesante: a volte è meglio iniziare con uno da 6 per prendere confidenza con lo studio universitario.

Il quarto è il tuo punto di partenza. Se hai già basi su alcuni argomenti, studiarli sarà più rapido e ti darà fiducia; se un esame richiede conoscenze che non hai, forse conviene rimandarlo o dedicargli più tempo.

Il quinto è il carico personale. Se lavori o hai poco tempo, due o tre esami in una sessione sono realistici: tentare di darne cinque e superarne uno è peggio che darne tre e superarli tutti.

L'esame "ponte"

Un buon primo esame ha alcune caratteristiche: non è il più difficile, non richiede propedeuticità che non hai superato, ha un programma chiaro e contenuto e per prepararlo esistono materiali affidabili. Superarlo ti dà un risultato concreto e una conferma del tuo metodo, e dopo puoi affrontare con più serenità quelli più impegnativi.

Più esami nella stessa sessione

Quando devi prepararne diversi nella stessa sessione, alterna materie di natura diversa, per esempio una teorica e una con molti esercizi, per non saturare la testa. Evita, se puoi, esami a due giorni di distanza e, se hai tempo, affronta per primo quello più difficile usando gli altri come margine. Lascia sempre un appello di riserva per ciascuno, nel caso qualcosa vada storto. Per organizzare la preparazione puoi seguire il nostro piano di studio di 4 settimane.

Errori da evitare

L'errore classico è dare solo gli esami facili all'inizio e rimandare i difficili: ti ritrovi con un blocco enorme alla fine. Un altro è scegliere solo sul consiglio di un amico, il cui caso può essere diverso dal tuo. Non ignorare poi le frequenze obbligatorie, che a volte decidono da quale corso partire, e non concentrare tutto in un solo semestre lasciandone un altro quasi vuoto.

Un esempio concreto

Immagina di essere al primo anno e di avere tre esami nel primo semestre: una materia A da 6 CFU, di difficoltà media, con programma contenuto e appunti disponibili; una materia B da 12 CFU, difficile e propedeutica al secondo anno; una materia C da 9 CFU, medio-alta, con molti esercizi. Un ordine sensato è dare per prima la A, che fa da ponte, poi la C a distanza di qualche settimana, e lasciare la B per ultima o per la sessione successiva, studiandola con più respiro lungo tutto il semestre.

In sintesi

Prima i vincoli, cioè propedeuticità e calendario, poi difficoltà, CFU e tempo che hai davvero. Parti da un esame ponte per costruire fiducia e metodo.